De Havilland Comet: Il Pioniere del Jet Age e la Lezione della Fatica dei Metalli
Nel maggio del 1952, il de Havilland DH.106 Comet entrava in servizio per la compagnia BOAC, dando inizio ufficialmente al "Jet Age". Silenzioso, veloce, in grado di volare a quote mai raggiunte prima (sopra il maltempo) grazie alla cabina pressurizzata e spinto da quattro motori turbogetto Ghost integrati direttamente nella radice alare, il Comet era l'orgoglio tecnologico dell'industria aeronautica britannica.
Tuttavia, tra il 1953 e il 1954, una serie di misteriosi e catastrofici incidenti in volo scosse l'opinione pubblica. Due Comet si disintegrarono improvvisamente ad alta quota sul Mar Mediterraneo senza l'apparente presenza di guasti ai motori o di errori umani.
L'intera flotta mondiale venne messa a terra e il governo britannico commissionò un'indagine senza precedenti, guidata dal Royal Aircraft Establishment a Farnborough. Per capire le cause dei cedimenti strutturali, i ricercatori immersero un'intera fusoliera di un Comet all'interno di una gigantesca vasca d'acqua per sottoporla a cicli continui di pressurizzazione e depressurizzazione simulata.
I risultati rivelarono un fenomeno fisico fino ad allora poco compreso nel settore aeronautico: la fatica dei metalli (metal fatigue).
La causa principale del disastro risiedeva nella forma quadrata dei finestrini passeggeri. Ad ogni ciclo di pressurizzazione della cabina, le tensioni strutturali si concentravano geometricamente proprio sugli angoli acuti dei finestrini. Nel corso del tempo, queste micro-sollecitazioni ripetute creavano microscopiche crepe nel rivestimento in alluminio (spesso solo 0,9 mm), le quali si propagavano in modo esplosivo fino a provocare il cedimento strutturale istantaneo della fusoliera.
La lezione del Comet cambiò per sempre le regole di progettazione di tutti i futuri aerei civili: * I finestrini da allora in poi vennero progettati con angoli smussati e arrotondati per distribuire uniformemente le tensioni. * Vennero introdotti spessori strutturali aggiuntivi nei punti critici. * Nacque il concetto di progettazione "Fail-Safe", ovvero la capacità di una struttura di tollerare un danno localizzato senza collassare del tutto.
Nonostante le versioni successive del Comet (Comet 4) avessero risolto i problemi strutturali, il danno d'immagine era ormai fatto, permettendo al Boeing 707 americano di conquistare definitivamente il mercato globale dei jet di linea.